mercoledì 18 novembre 2009

Vittime


Eccoli là, i genitori vittime dei loro figli. Quelle scene che mi fanno talmente rabbia e paura, che cementano in me ancor più la mancanza di qualsiasi voglia di avere discendenti.
In un negozio, stamane, 2 genitori e 2 figli, ambedue grandicelli, uno avrà avuto già 3-4 anni, e ancora stava in passeggino. L'altro urlava come un ossesso, gridava cose senza senso, tipo "Voglio la mamma" e la mamma era lì al suo fianco.
Il papà lo rimproverava, cercava di calmarlo, e non riuscendoci con le buone lo prendeva a scappellotti sul sedere. Ma quello niente, come se niente fosse continuava nei suoi capricciosi lamenti.
La mamma ad un certo punto si è voltata verso di me ed altri presenti, quasi invocando aiuto, ma i nostri sguardi erano solo di biasimo. Qualcuno probabilmente provava anche pena, io no. So sono arrivati a quel punto c'è un motivo: sono 2 genitori assenti, senza polso. Ne ho avuto la conferma dopo: il più grande se ne stava stravaccato in passeggino pur avendo la facoltà di camminare e correre da diversi anni ormai, l'altro sulle spalle del papà. Il grande mangia un panino, e dopo qualche boccone lo da alla madre: "Non mi va più" con un tono da padrone a serva. Che tristezza, lei che si riprende il panino e lo mette via, con fare servizievole.
Due genitori vittime di se stessi e di ciò che hanno creato. Chissà negli anni a venire. Auguri.

giovedì 12 novembre 2009

Balena o sirena?


Qualche tempo fa, sulla vetrina di una palestra, comparve un manifesto che rappresentava una ragazza spettacolare, accompagnata dalla scritta: QUEST'ESTATE VUOI ESSERE SIRENA O BALENA ?
Si dice che una donna, di cui non ci è pervenuta la tipologia fisica abbia risposto alla domanda in questi termini:
"Egregi signori, le balene sono sempre circondate da amici (delfini, foche, umani curiosi), hanno una vita sessuale molto vivace, ed allevano dei cuccioli che allattano teneramente. Si divertono come pazze coi delfini, e si strafogano di gamberetti.
Nuotano tutto il giorno e scoprono posti fantastici come la Patagonia, il mar di Barens o le barriere coralline della Polinesia. Cantano benissimo e registrano talvolta dei CD. Sono impressionanti e sono amate, difese ed ammirate da quasi tutti.
Le sirene non esistono. Ma se esistessero farebbero la fila dagli psicologi in preda ad un grave problema di sdoppiamento della personalità (donna o pesce?).
Non avrebbero vita sessuale perché ucciderebbero tutti gli uomini che si avvicinano (e del resto come farebbero)? Non potrebbero fare neanche bambini.
Sarebbero graziose, é vero, ma solitarie e tristi. E del resto chi vorrebbe vicino una ragazza che puzza di pesce?
Non ci sono dubbi, io preferisco essere una balena.
In quest'epoca in cui i media ci mettono in testa che solo le magre sono belle, io preferisco mangiare un gelato, cenare con un uomo che mi piace, bere un vino rosso coi miei amici.
Noi donne prendiamo peso perché accumuliamo tanta di quella conoscenza, che nella testa non
ci sta più e si distribuisce in tutto il corpo. Noi non siamo grasse, siamo enormemente colte."

Ogni volta che vedo il mio sedere in uno specchio penso 'Mio Dio, come
sono intelligente!"

sabato 7 novembre 2009

This is it...


Ieri sera sono andata a vedere il film su Michael Jackson.
Avrei dovuto andarci con un'amica lunedì scorso, ma poi un imprevisto me l'ha impedito...così ieri sera ho deciso che valeva la pena andarci anche da sola.
E ne è valsa veramente la pena.
La sala non era piena come mi sarei aspettata da un evento che comunque sarà visibile solo per 2 settimane, ma i presenti erano, come me, molto presi dalla proiezione.
Tante canzoni storiche di MJ, alternate ad una serie di filmati tratti dalle prove dello show che avrebbe dovuto presentare a Londra, e poi in tutto il mondo. Uno spettacolo di musica ed emozioni incredibile, perchè lui era una persona fuori dal comune, un artista creativo, attento e sincero.
Non ho mai creduto a tutte le calunnie che in vita lo hanno rovinato, dalla pedofilia alla mania salutista, anche se vederlo com'era negli ultimi anni, bianco ed emaciato, non poteva non far pensare a plastiche facciali e manie da star.
Ma mai ho pensato che Graceland potesse da lui essere considerato un modo per attirare le attenzioni morbose dei bambini.
Lui semplicemente era un puro, un ingenuo, che ha sofferto troppo da piccolo, e che si è portato fino alla morte quei turbamenti e quei soprusi che ha dovuto subire, da suo padre, dalla famiglia, o da terzi, non lo so.
So solo che ha composto canzoni stupende, con un "qualcosa" che le distingue da altri genere musicali, e che rimarranno nella storia. Che ancora piacciono, che ancora si fanno ballare, e che ancora emozionano.
Ne ho molte preferite, da Man in the Mirror, alla fantastica Earth song, a Can't stop loving you, e decine di altre.
Un genio. Abbiamo perso un genio.

sabato 31 ottobre 2009

Portoghese...


Ho voglia di tediare i miei lettori parlando nuovamente di autobus...sarà che lo prendo spesso, ma è un argomento che torna prepontemente nel mio blog! :-)
La scorsa estate l'ho evitato come la peste, perchè proprio la peste temevo di prendere...a parte gli scherzi, col caldo la cabina di un bus sa diventare una camera a gas, calda, umida, odorosa...stare nella calca gomito gomito (sudato) con altri soggetti non entrava proprio nelle mie corde di contessa. ;-)
Ora ho ricominciato, nonostante gli allarmismi sull'influenza H1n1 che pare si propaghi in modo molto veloce sui sostegni bluastri dei mezzi pubblici, e lo faccio volentieri: mi porta in relativamente breve tempo a destinazione o quasi, mi permette di mettere le mie adorate scarpe col tacco 12, e soprattutto si rivela un mezzo molto economico...anche perchè 2 volte su 3 non timbro il biglietto.
Ecco, l'ho detto. Portoghese, ebrea rabbina, genovese, chiamatemi come volete, ma 29,00 euro al mese di abbonamento mi paiono troppe, e 1,00 euro per 8 minuti di corsa un furto.
Seguo ovviamente una mia tecnica: se viaggio di giorno, in orari "pericolosi", tengo il biglietto a portata di mano, mi siedo dove ho una buona visuale delle porte, e comunque conosco bene le fermate più gradite dai controllori. Se invece sono passate le 19.00 so per certo che nessuno mi chiederà mai il titolo di viaggio, e me ne sto tranquilla.
Visto che sono così tirchia, dovrei anche smettere di bere il caffè al bar direte voi...
Il fatto è che a casa non riesco a prenderlo, un po' perchè non ne ho materialmente il tempo, visto che mi sveglio sempre all'ultimo momento, un po' perchè non mi piace il caffè della moka. Al bar, se entro le 10.00 prendo un americano con acqua a parte, se dopo le 10.00un macchiato, o "capo" come dicono qui. Almeno ammortizzo i soldi che costa! Pagare un misero caffè liscio (che poi si riduce al fondo della tazzina) 1 euro mi pare un'esagerazione!
Altra soluzione? Ovviamente farselo offrire ;-)

mercoledì 28 ottobre 2009

La Donna Selvaggia


Che siate introverse o estroverse, donne amanti di donne o di uomini, o di Dio, o tutto insieme, che possediate un cuore semplice o le ambizioni di un'amazzone, che stiate cercando di arrivare in cima o soltanto a domani, che siate mordaci o tetre, regali o impetuose, la Donna Selvaggia vi appartiene.
Appartiene a tutte le donne.
Per trovarla, ognuna di noi deve tornare alla sua vita istintiva, alla sua più profonda sapienza.
Cantiamo dunque la sua carne che torna a coprire le nostra ossa. Lasciamo cadere i falsi manti che ci hanno dato. Indossiamo il manto autentico dell'istinto possente e della conoscenza.
Infiltriamoci nei territori psichici che un tempo ci appartenevano. Sciogliamo le bende, prepariamo il balsamo Torniamo a essere, ora, le donne selvagge che ululano, ridono, cantano Colei che ci ama tanto.
Per noi la questione è semplice. Senza di noi la Donna Selvaggia muore. Senza la Donna Selvaggia siamo noi a morire. Para Vida, tutte dobbiamo vivere.
Da "Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés.

giovedì 22 ottobre 2009

Portoghese


Ho voglia di tediare i miei lettori parlando nuovamente di autobus...sarà che lo prendo spesso, ma è un argomento che torna prepontemente nel mio blog! :-)
La scorsa estate l'ho evitato come la peste, perchè proprio la peste temevo di prendere...a parte gli scherzi, col caldo la cabina di un bus sa diventare una camera a gas, calda, umida, odorosa...stare nella calca gomito gomito (sudato) con altri soggetti non entrava proprio nelle mie corde di contessa. ;-)
Ora ho ricominciato, nonostante gli allarmismi sull'influenza H1n1 che pare si propaghi in modo molto veloce sui sostegni bluastri dei mezzi pubblici, e lo faccio volentieri: mi porta in relativamente breve tempo a destinazione o quasi, mi permette di mettere le mie adorate scarpe col tacco 12, e soprattutto si rivela un mezzo molto economico...anche perchè 2 volte su 3 non timbro il biglietto.
Ecco, l'ho detto. Portoghese, ebrea rabbina, genovese, chiamatemi come volete, ma 29,00 euro al mese di abbonamento mi paiono troppe, e 1,00 euro per 8 minuti di corsa un furto.
Seguo ovviamente una mia tecnica: se viaggio di giorno, in orari "pericolosi" tengo il biglietto a portata di mano, mi siedo dove ho una buona visuale delle porte, e comunque conosco bene le fermate più gradite dai controllori. Se invece sono passate le 19.00 so per certo che nessuno mi chiederà mai il titolo di viaggio, e me ne sto tranquilla.
Visto che sono così tirchia, dovrei anche smettere di bere il caffè al bar...sarebbero ben 30 euro al mese risparmiate, se fate due conti!
Il fatto è che a casa non riesco a prenderlo, un po' perchè non ne ho materialmente il tempo, visto che mi sveglio sempre all'ultimo momento, un po' perchè non mi piace il caffè della moka. Al bar, se entro le 10.00 prendo un americano con acqua a parte, se dopo le 10.00 un macchiato, o "capo" come dicono qui. Almeno ammortizzo i soldi che costa...che un misero caffè liscio (che poi te ne danno il fondo della tazzina) costi ben 1 euro mi pare proprio un'esagerazione!
Altra soluzione? Ovviamente farselo offrire ;-)

Open


Mi dicono molte persone che la città dove abito da un paio d'anni è una "città chiusa". Tutto è relativo. Io la trovo una città bellissima, per l'architettura che la caratterizza, per la natura che la circonda, per il mare che ha in fronte e i monti che ha alle spalle, per i palazzi di austera atmosfera, gli angoli affascinanti quando meno te li aspetti. Ed oltre che bellissima, vivace e giocosa. Certo nelle serate uggiose c'è poca gente in giro, e non trovate la ressa fuori dai locali, ma nelle belle giornate, nei pomeriggi del sabato, nelle fresche mattine della domenica, pulsa, ride, vive.
Proprio ieri una collega originaria di Napoli si lamentava con me del fatto che la città è chiusa: trasferitasi qui col marito dice di aver affrontato grossi ostacoli di integrazione, sebbene adesso abbia un bel giro di amicizie (almeno questo ha ammesso). "Chiedevo informazioni sull'autobus e mi guardavano male" e ancora "Vedere un'anziana che sta male per strada e nessuno che l'aiuta"...mah, a me sinceramente non è mai successo, anzi ho visto scene di solidarietà, gentilezze e cordialità. Sarà perchè è napoletana? ;-)
Io sull'autobus parlo sempre con tutti, in pochi mesi ho stretto qualche amicizia e molte conoscenze, e se per strada o nei negozi mi attaccano bottone, me lo faccio attaccare volentieri, chiacchierona come sono! ;-)
E' ben vero che all'inizio è stata dura, trascorrevo le serate dei week-end sul divano e quando passavo accanto a gruppetti di amici con lo spriz in mano mi sentivo sola e mi prendeva la malinconia.
Ora ogni metà settimana mi siedo con un bicchiere davanti a chiacchierare con l'amico Giuliano, e le occasioni per uscire in compagnia non mi mancano.
Nei primi mesi di frequentazione della palestra non parlavo con nessuno o quasi: facevo la mia lezione di spinning, osservavo tutti, facevo le mie considerazioni, e me ne tornavo a casa. Ora andarci è un piacere, conosco quasi tutti, rido e scherzo con i miei amici dello spinning,e mi sento a casa.
Stessa cosa posso dire del posto di lavoro: in breve tempo cerco di farmi apprezzare per i miei lati migliori, e mi faccio voler bene grazie alle "pazzie" che invento.
Mi si fa notare come per me sarebbe più facile perchè sono simpatica. Non è solo questione di simpatia, o di spigliatezza: bisogna farsi conoscere, aprirsi agli altri, altrimenti sarà impossibile legare con chiunque.
Ciò che fa la differenza, ovunque, è l'atteggiamento, il calore di un sorriso, l'apertura nei confronti anche degli sconosciuti.
Non ho mai avuto difficoltà a fare amicizia, ma devo anche poter trovare un feedback positivo: quello che mi da fastidio è lo snobismo, specie se abbinato al provincialismo, entrambe cose che ho lasciato, senza rimpianti, nella città in cui abitavo prima. Mi diranno i miei lettori di là che non è vero. Tutto è relativo :-)
p.s. Ah, mi danno fastidio anche gli extracomunitari che per strada tentano di vendermi braccialetti, e intralciando il mio cammino mi chiedono "Sei arrabbiata?" E io rispondo sì, con te. Ecco, con loro non sono per niente amichevole.

domenica 11 ottobre 2009

Le giornate-divano


Passate mai delle giornate-divano? Le giornate-divano sono quelle in cui ci si alza tardi, ci si trascina in casa in pigiama fino alle 2, si spilucca qualcosa dal frigo senza cucinare né fare un vero e proprio pasto, si tiene la tv accesa e il telecomando in mano,ed in mancanza di programmi interessanti o stufi di programmi spazzatura, si infila un DVD e si vede un film strappa lacrime.
Ovviamente ciò a prescindere dall'umore che ci attraversa, anche se devo ammettere che nella maggior parte dei casi la giornata-divano è caratterizzata da un certo malumore, o per lo meno da un po' di malinconia o dicasi...scazzo.
Tutti prima o poi passano una giornata-divano, anzi c'è anche chi ne passa proprio tante, troppe a mio vedere, specialmente nella stagione invernale.
A me è successo e penso che sia stato in quel momento quasi...terapeutico, anche se alla sera di solito arrivo stanca, quasi rintronata, spossata...
La sensazione che ho il giorno dopo, quando sorge il sole, è quella di aver buttato via una giornata, delle ore preziose che avrei potuto usare per fare qualsiasi cosa, scoprire cose nuove, respirare l'aria, camminare, pescare, dipingere, cantare, scrivere, insomma ESSERE.
Pensate se vi dicessero che avete solo tot giorni di vita, non vi sentireste dei grandi cretini ad aver sprecato anche solo 12 ore?
Quest'anno avrei voluto fare la Barcolana in barca, ma per una serie di motivi non ho potuto farlo...tutti mi dicono: Tranquilla, la farai l'anno prossimo!
L'anno prossimo? Tra 364 giorni? Chissà dove sarò, come starò, se potrò...bisogna cogliere al volo le occasioni della vita, e così il suo succo, per quanto si può.
Vorrei succhiare l'essenza della vita viaggiando, esplorando, facendo cose che mai avrei creduto di voler e poter fare, tipo buttarmi col paracadute, farmi un tatuaggio o mangiare cavallette (!)...
Queste giornate-divano passano via senza infamia né lode.

mercoledì 16 settembre 2009

Una vita non basta


Ecco un'altra delle mie fasi di crisi in cui penso vorrei cambiare tutto di me e della mia vita. Non sono triste, né insoddisfatta, anzi sono ottimista circa il futuro. Ma in un angolino della mia mente si affaccia un pensiero...CAMBIAMENTO.
Molla tutto e vai in Messico ad aprire un baretto sulla spiaggia? Sì perchè no, se è ciò che senti di fare.
Io purtroppo per lungo tempo ho avuto la testa annebbiata da un sacco di merda lasciatemi in eredità da un'infanzia con alcuni pregi e molti difetti, e da una crescita diciamo un po' "strana". Ma in fondo chi non è strano visto da vicino?
Tornando a me, ebbene sto leggendo un libro appassionato e appassionante, che è "Donne che ballano coi lupi", un libro "difficile", non per niente troverete chi vi dirà che non è riuscita a finirlo, tanto è pregno di significati, a volte veramente celati ai nostri occhi. SIAMO CIECHI! Io ho avuto la possibilità di iniziare un po' ad aprirli questi occhi miei, e lo sto leggendo con attenzione, anche per me è ancora misterioso in certe parti, ma molto, molto educativo.
Il succo? Ritrovare la natura selvaggia, che non significa non lavarsi e mangiare con le mani, ma ripescare alla nostra natura più innata, più consona, riprendere le nostre radici che ci sono state tolte tanti anni fa.
Così a volte, soffermandomi su alcuni spunti, mi pare di stare sprecando la vita, che è così preziosa, così breve. E che dovrei muovermi, prendere coraggio, quel coraggio che ci manca ogniqualvolta si affronta un cambiamento, e partire, per un viaggio SOLO mio, interiore, e lasciare perdere il lavoro, che non ho scelto, la casa dove abito, che non ho scelto, il paese, che non ho scelto, e ritrovare la vera Dany, quella che è così com'è.
Da piccola amavo "esibirmi", ma non era bene. Scrivevo a macchina un romanzo, ma chissà che fine ha fatto, non stava bene perdere tempo.
Adoravo gli animali, e i cani mi riepiono il cuore, ma ora, dove sono, non ne posso tenere...e non mi decido nemmeno a prendere un coniglio.
Non va bene tutto questo, non posso buttare via altro tempo.
Il coraggio? Mi manca, ancora mi manca, ma ci sto lavorando.
Un passo tratto da Mediterraneo, di Salvatore, che non è un capolavoro della cinematografia, ma mi ha divertito molto, e soprattutto mi ha fatto riflettere...
"Una vita è troppo poco. Una vita sola non mi basta. Se conti bene non sono neanche tanti giorni. Troppe cose da fare, troppe idee.
Sai che ogni volta che vedo un tramonto mi girano i coglioni? ...perché penso che è passato un altro giorno. Dopo mi commuovo, perché penso che sono solo. Un puntino nell'universo."

sabato 29 agosto 2009

La compagnia delle Indie (?)


Vivere in barca 24 ore su 24 non è stato facile...posso dire che, per la mia esperienza, diventa sempre più facile man mano che passano i giorni, fino però all'esasperazione quando le altre 9 teste pensanti a bordo non iniziano a rompere le palle. Per i primi 3 giorni infatti esiste un certo rispetto reciproco che porta ognuno a comportarsi a modo, con gentilezza e senza calpestare i diritti altrui...dopo il terzo giorno ognuno si vuole fare i cavoli propri, e comunque non intende più scendere a compromessi: e lì è il caos. Se manca un leader, che dovrebbe a mio parere lo skipper, la ciurma va a remengo.
I primi 3 giorni in barca sono stati i più belli, ci si scopriva a vicenda, si facevano domande neutre, della serie "Tu cosa fai nella vita?" o "Sei sposato, hai figli?", e ognuno si adattava a ciò che faceva la massa. Superato il giro di boa del terzo giorno, le confidenze diventano più intime, e si comincia a chiedere "Com'era fare sesso col tuo ex?" o "Quale partito politico hai votato alle ultime elezioni?".
Inoltre ognuno si sente libero di fare ciò che meglio gli aggrada, quindi alcuni PRETENDEVANO di scendere a ogni porto per fare colazione con cappuccino e briosche, oppure di fare ogni sera la doccia calda col sapone. Ovviamente si sono così creati 2 gruppi ben distinti, quelli del cappuccino che profumavano, e quelli delle fette biscottate a bordo coi capelli stopposi e non certo adoranti di mughetto. Io facevo parte di questo secondo gruppo: sì, la snob, quella che cambiava orecchini ogni giorno per averli in tinta col costume, ebbene desiderava stare sempre a bordo, e si accontentava di una doccia fredda con la sola acqua di cisterna. Io sapevo a cosa andavo incontro, e ho pagato per stare in barca, e andare a vela. Il cappuccino me lo bevo quando torno alla noiosa vita cittadina...
Mi sono adattata a fare tutto: i bisogni in un bagno di 1/2 mq, con la tazza (anzi la tazzina, vista la sua ampiezza) che ballava insieme alle onde, e lo scarico a pompa; mangiare in 10 su un tavolo da 6, su piatti di plastica e bicchieri col nome che dopo 2 giorni erano inguardabili, camminare su un ponte pieno di verricelli e cordoli che puntualmente tranciavano i piedi, prendere il sole sdraiata su pannelli solari che diventavano roventi, dormire in un letto durissimo largo 50 cm e lungo 170, con la finestra sopra la testa, che al mattino il sole mi accecava...Però è stato stupendo guardare da quell'oblò il cielo stellato della notte, e sentire su quel letto duro l'ondeggiare del mare, e mangiare pesce spada appena pescato sui piatti di plastica, e brindare con 9 persone tutti appiccati allo stesso tavolino, e preparare la colazione sotto coperta per poi portarla sopra pezzo per pezzo attraverso una scaletta ripida e scivolosa, che ogni volta pensavo di cadere e farmi male...e il mare, la costa, i pesci, il sale sulla pelle scura, le vele tese al vento, i comandi dello skipper, e noi tutti a fargli da eco.
Sono successi dei bei casini in questa vacanza, qualche litigio penso sia fisiologico, ma posso dire di essere stata fortunata perchè assegnata ad un equipaggio composto da persone sole tra i 35 e i 55 anni, ma non solo: anche che amavano mangiare e bere! Il che non è un dato trascurabile...quindi, se la mia recondita speranza era quella di perdere qualche etto durante questa vacanza, anche questa volta dovrò rassegnarmi ;-)

lunedì 24 agosto 2009

La barcaccia


Eccomi qui, col mal di terra dopo aver chiuso col mondo per 7 giorni.
E' stata 1 esperienza bellissima e mi sono divertita tantissimo, anche se ci sono stati momenti difficili.
Penso sia fisiologico che dopo qualche giorno di convivenza in uno spazio così ridotto 10 persone possano creare qualche tensione, i caratteri vengono allo scoperto, e il rispetto reciproco inizia a venir meno...
Eravamo in 10, 8 passeggeri e 2 dell'equipaggio, in una barca di 17 metri costruita per 7 persone, stretti come sardine.
Alcuni di noi volevano stare a bordo quasi sempre, dormire in rada e vivere appieno il mare, altri volevano scendere spesso, anche per fare colazione con cappuccino e briosche. E ciò ovviamente si rifletteva su tutti, perchè i tempi cambiavano notevolmente: mi domando perchè allora questi soggetti abbiano scelto di fare una vacanza in barca! Io volevo staccare da tutto questo, tv, giornali, ristoranti, ecc.e mi sono adattata, per 2/3 giorni non ho fatto la doccia col sapone, ho mangiato appollaiata ad un cordolo, e ho passato ore sotto il sole cocente. Sapevo a cosa sarei andata incontro.
Ho conosciuto persone fantastiche, e all'imbarco, quando si stavano creando i gruppi da assegnare alle barche, ho avuto un sesto senso che mi ha fatto capire subito quali fossero le persone più simili a me, più simpatiche: e così ci siamo trovati affiatati, e le nostre personalità si sono amalgamate con poca difficoltà. Ovviamente parlo generalizzando, perchè la gatta morta che c'era a bordo l'avrei volentieri gettata a mare...ma anche questo fa parte del pacchetto.
Un'esperienza unica, vedere il mondo dal mare, veleggiare, vivere scalzi, cucinare pesce appena pescato, scopire personalità strambe, diverse dall'usuale, come quella di Andrea,che d'inverno vive con un asino in una cascina in Toscana dove produce formaggio, e d'estate gira il Mediterraneo come aiuto skipper, pesca in apnea con la fiocina, e cucina divinamente. Ed è anche un gran amatore di donne, visto che regolarmente ci prova con tutte, "basta che respirino".
Mi sento arricchita, e più forte perchè ho saputo affrontare tutto questo da sola.

domenica 16 agosto 2009

Vela

Penso di essere ammattita: sto per fare 7 giorni in barca a vela con 7 sconosciuti.
Sì, una crociera con imbarco singolo, direzione Capraia e Corsica, con persone mai viste.
Sarà un'avventura, questo è certo: dividere una spazio così piccolo, in mezzo al mare, richiede un certo carattere. Lo spirito giusto ce l'ho, speriamo di trovare persone altrettando ben disposte.
Quando tornerò vi racconterò tutto.

domenica 9 agosto 2009

Addio Dolly...


Dolly, te ne sei andata ieri. Io non ti ho visto (per fortuna), ti ha trovata mio papà esanime, sembrava dormissi ma avevi gli occhi aperti, e non respiravi più.
11 anni per un cane di questa taglia è un'età molto avanzata, per cui ce l'aspettavamo da un momento all'altro: avevi un po' di artrosi agli arti posteriori, e problemi di digestione, ma stavi piuttosto bene e ti davamo il meglio del meglio, i cibi migliori e delle medicine da 30 euro a pastiglia.
Mi mancherai Dolly, così affettuosa, così dolce, così giocosa. A 11 anni ancora volevi che ti lanciassi la pallina, per rincorrerla e portarmela...quando eri giovane te la tiravo più lontano possibile, e non ti stancavi mai, ora mi limitavo a qualche metro, per non farti fare sforzi inutili.
Mi mancherà la tua lingua Dolly, che usavi spalmare sulle mie gambe, sulle mani, ovunque fosse possibile per manifestare il tuo amore.
Mi mancheranno i tuoi ululati quando sentivi la sirena di un'ambulanza o dei Vigili del fuoco, e mi mancheranno le tue paure quando coi fuochi d'artificio della sagra paesana ti rifugiavi in camera mia.
Mi mancheranno i tuoi occhioni nocciola così espressivi, così dolci...
Quando nel 2002 è arrivata quella peste di Charlie tu gli hai fatto da mamma, e quando lui ti tormentava perchè voleva giocare sempre e comunque, tu sopportavi tutto, ti facevi persino mordere la lingua, e mettere la sua testolina tra le tue fauci. Ma tu non hai mai fatto male a una mosca.
Dolly: il nome che ti abbiamo messo, sull'onda della pecora clonata nell'ormai lontano 1997, ti si adattava proprio, perchè tu della cattiveria che vogliono attribuire alla razza dei Rottweiler non ne avevi nemmeno un po'.
Sono molto triste perchè non ci sei più, qui vicino a me, e solo chi ha amato o ama un animale sa cosa provo. Per nostra grossa fortuna i cani danno tanto amore, tanta gioia, tanti sorrisi, ma alla fine lasciano anche qualche lacrima. Fa parte del gioco, fa parte dell'esistenza.

mercoledì 5 agosto 2009

Frusta!


Leggendo il titolo di questo post e guardando la foto qui a fianco potreste pensare che io abbia deciso di darmi al sesso estremo, al bondage o ad altre curiose attività...niente di tutto ciò. Semplicemente giovedì scorso sono stata tamponata, e dopo 7 ore al Pronto Soccorso mi è stato prescritto un bel collare ortopedico...
Sono rimasta incastrata tra 2 auto, come un sandwich, e la peggio l'ho avuto appunto io: un bel SUV della Nissan mi è entrato nel baule, ed in conseguenza dell'urto ho a mia volta tamponato l'Alfa Romeo GT ferma davanti a me.
Come sempre cerco di prendere la cosa col sorriso, anche se avrei preferito passare la pausa pranzo al mare anzichè in un bar a compilare il modulo blu.
Certo come si dice in questi casi "Può succedere a tutti", ma in ogni caso saprò far valere le mie ragioni, ho un pool di avvocati alle mie spalle ;-) x ovvi motivi che ben conoscete.
Il collare bianco è un colpo d'occhio sull'abbronzatura, ma mi da quel tocco chic che mi mancava.

mercoledì 15 luglio 2009

Guerra fra donne


Non fatemi dire le solite cose scontate, e cioè che noi donne dobbiamo depilarci, soffrire ogni 28 giorni, subire gli sbalzi ormonali e partorire con dolore, ma a queste cose fa da contraltare quel poco di galanteria, che induce ancora oggi gli uomini, alcuni per lo meno, ad essere gentili con noi.
Ebbene, tanto riusciamo con un sorriso ad ammorbidire un uomo, sia esso addetto allo sportello di un ufficio pubblico, sia esso Vigile urbano, quanto nel rapporto con il nostro stesso sesso si possono creare guerre psicologiche e non solo da far impallidire Rocky Balboa.
Ieri ne ho avuto la controprova. Non mi era mai capitato di litigare con un'automobilista, donna. Di solito, come ben sapete e come ho già avuto di esporre la mia opinione, le donne al volante sono timorose, prudenti allo spasimo, se non del tutto impedite, e come spesso accade l'incontro con loro si traduce in un sorpasso, in un dito alzato o in un colpo di clacson. Ieri ferma ad uno stop con piena visuale e corsia di immissione, c'era la Punto di una pulzella, dolce proprio no...se ne stava lì da un tempo sufficientemente lungo da indurmi ad affiancarla (vi era lo spazio) e con scatto felino partire prima ancora che lei si decidesse a farlo. Ebbene, ciò deve averle dato talmente tanto fastidio che mi ha suonato, e non contenta mi ha seguito per suonarmi di nuovo al successivo semaforo. Io ovviamente, fiera della mia mossa poco ortodossa ma necessaria, l'ho ignorata. Quando ha avuto modo di affiancarmi a destra, finestrini aperti per il caldo, mi ha guardato con odio, e da lì son volate parole grosse..."Ancora? Ma cosa vuoi?" ed altre espressioni che per creanza non riporto, ma che di solito si dicono alle donne di facili costumi...
Non le ho dato nessun fastidio, né il mio comportamento poteva in alcun modo essere considerato pericoloso...ma evidentemente le è saltata la cd mosca al naso...povera piccola giovane automobilista impedita...
Se avesssimo potuto scendere penso ci saremmo tirare i capelli.