giovedì 15 maggio 2008

I "Quindici" del nuovo millennio.


Oggi ho trovato un sito troppo fico! Si chiama HowCast e contiene una carrellata di consigli pratici molto elementari, che ti portano passo a passo ad imparare una tecnica, o a risolvere piccole noie quotidiane. Una sorta de "I Quindici" anni '70 in versione YouTube. L'ho trovato per caso, mentre cercavo un modo nuovo di annodare il foulard che è tornato prepotentemente di moda, e ho trovato una gentile signorina inglese che mi ha spiegato con minuzia di particolari e immagini esaustive, come fare un bel nodo. E' stato troppo divertente!
Ci sono consigli su ogni singolo argomento: sul sesso (how to have sex in a car), sulle pulizie di casa (how to clean a toilet) e sull'igiene personale (how to shave your legs). Ma anche consigli utili nelle relazioni con l'altro sesso (how to seduce a cow-girl), o dritte per chi si dedica agli investimenti in Borsa (A Beginner's Guide To Day Trading Online), poi ovviamente video utili in cucina (how to throw pizza dough), e per chi ha poca dimistichezza con la tecnologia (how to fix a wet cell phone), e infine per chi si vuole cimentare in nuovi sport (how to build a fish pond). Step 1, step 2...DIVERTITEVI!

lunedì 12 maggio 2008

I will try to fix you...


E’ la notizia del giorno: Carlo e Camilla si sono separati. Così la bella favola finisce male: dopo essersi cercati come amanti nemmeno tanto clandestini, ed aver coronato il loro sogno d’amore attraverso mille travagli e disgrazie, pare che la vita matrimoniale abbia rovinato l’idillio! Certo la loro età (si sono sposati in età "matura"!) non facilita le cose, ognuno con gli anni acquista maturità e fascino, ma acuisce anche i propri difetti: secondo me chi è burbero a 17 anni lo sarà ancor più a 65.
Il matrimonio è la tomba dell’amore? Io che non ho mai creduto nel “per sempre” penso di sì. Forse perché non sono mai stata innamorata veramente? O è solo paura? In ogni caso questa notizia mi ha fatto riflettere, proprio in concomitanza con la lettura del libro di Volo “Il giorno in più” in cui ho trovato spunti interessanti.
Trovo sia legittima la scelta di dormire in letti separati. Perché sopportare l’uomo che russa? O la donna coi cetrioli sugli occhi e la maschera d’argilla? Ci si può amare, rispettare, e soprattutto non tradire anche se si dorme in letti separati (lo ha confermato anche la legge ). Il che non significa dormire SEMPRE separati, significa solo avere la libertà di non farlo se non ne abbiamo voglia!
Altrettanto vicina al mio modo d’essere è la proposta provocatoria di formalizzare il matrimonio a tempo , rinnovabile dopo tot anni. Il fatto di sapere che da lì a qualche tempo il rapporto necessiterà di una proroga porta ciascuno a impegnarsi di più, a dedicare maggiori attenzioni al partner ed al rapporto. Così fanno i protagonisti del libro, che decidono di fare i fidanzati “seri” per 9 giorni, il tempo della permanenza a New York. Giorni in cui i 2 fanno tutto ciò che sentono con la libertà di non dover essere messi sotto esame, sono loro stessi senza compromessi né coperture. Non devono bluffare per conquistare l’altro, ciò che accade invece normalmente nelle storie d’amore: si finge di essere diversi, si cerca di apparire al meglio possibile, nascondendo difetti e debolezze. Non ci si lascia andare, per paura di esporsi, o di essere soffocante: “Lo/la chiamo e gli/le chiedo di uscire oppure non lo faccio e mi logoro aspettando? Me la tiro e lo/la lascio “macerare” un po’ oppure lo/la corteggio allo sfinimento? Ci vado a letto perché ne ho voglia oppure aspetto ancora un po’ perché sennò poi, avuto ciò che voleva, fuggirà a cercarne un’altra? Lascio lo spazzolino e le ciabatte da lui/lei oppure me ne vado a casa mia al canto del gallo pur di non dormire nel suo letto?
Dubbi che si risolverebbero subito se per quei tot giorni si potesse giocare a carte scoperte. Che illusione!
When you try your best but you don't succeed
When you get what you want but not what you need
When you feel so tired but you can't sleep
Stuck in reverse
And the tears come streaming down your face
When you lose something you can't replace
When you love someone but it goes to waste
could it be worse?
Lights will guide you home
and ignite your bones
And I will try to fix you
High up above or down below
when you're too in love to let it go
but If you never try you'll never know
Just what your worth
Lights will guide you home
and ignite your bones
And I will try to fix you
Tears streaming down your face
When you lose something you cannot replace
Tears streaming down your face and I
Tears streaming down your face
I promise you I will learn from my mistakes

giovedì 8 maggio 2008

I "perchè" della vita


Stavo sfogliando la mia preziosa Settimana Enigmistica, tra le varie rubriche "Pilade, agente in borghese" o la classica “Unisci i puntini”, quando mi sono imbattuta nel titolo: “Pubblichiamo i vostri perché”.
Il primo stupido perché che in quell’istante mi è venuto in mente è banalmente questo: PERCHE’ MI VENGONO LE VESCICHE AI PIEDI??? E’ per me abituale come le rondini a Primavera (anche se devo dire ultimamente nemmeno loro si orientano più, visti i cambiamenti climatici) e come il cadere delle foglie in Autunno.
Lo sanno tutti che passare dagli stivali ai mocassini, e dai sandali alle scarpe può essere traumatico per i nostri piedi, ma a me succede anche se passo dal sandalo all’infradito! Così nei momenti meno opportuni tiro fuori i cerotti (che siano apposta per vesciche o meno è irrilevante) e cerco di salvare il salvabile…cioé di camminare!
Ieri ad esempio la colpa è stata chiaramente delle calze. Un collant stupendo, rosa cenere tutto intarsiato (quasi una rete), che però ha sfregato talmente tanto le mie povere dita nelle scarpe tacco 12, che ancora il mio quarto dito grida vendetta. Oggi dunque, per evitare altre fastidiose bolle, ho optato per degli “innocui” mocassini, semi-nuovi, ma di marca, quindi presumibilmente comodi. Ebbene, dopo una camminata di soli 35 minuti, vesciche sul tallone, evvai! Ora potete chiamarmi Piedi dolci…
Per non tediarvi oltre descrivendo le escrescenze sui miei piedi, che penso poco interessino i già sparuti lettori di questo blog, torno alla rubrica di cui parlavo sopra, e vi confesso che manderò anch’io la mia domanda: vi siete mai chiesti perché ci sono gli specchi negli ascensori? :-)

martedì 6 maggio 2008

The Darjeeling limited


Di nuovo cinema, scusate la ripetitività, ma voglio cosigliarvi un altro film che mi ha particolarmente colpito. E stavolta non per l'avvenenza dell'attore, ma semplicemente mi sono fidata dell'istinto, visto che nessuno dei miei amici l'aveva ancora visto: de Il Treno per Darjeeling mi ha colpito subito la locandina vista su un giornale, e ho così deciso di andarlo a vedere.
Tre uomini in fuga da un passato complicato e confuso, tre fratelli alle prese con un presente irrisolto ed in cerca di un futuro più sereno da affrontare.
Un viaggio in un'India colorata, autentica, drammatica a volte, e surreale al tempo stesso, si trasforma nell'ennesimo confronto familiare all'interno del cinema di Wes Anderson: tre fratelli immaturi, aristocratici e dispettosi si ritrovano a distanza di tempo a fare i conti col presente, cercando di guardarsi dentro e provando a confrontarsi con la figura dei genitori.
La comicità del regista (lo stesso de I Tenenbaum) ha sempre un secondo livello che, andando oltre le espressioni inebetite dei suoi personaggi e superando i dialoghi spesso oltre la normalità, coglie una nevrosi così americana...ma non solo.
I tic, le manie, le paure grandi e piccole sono parte integrante dei suoi personaggi, sempre alle prese con qualcosa più grande di loro che non riescono ad affrontare con compiutezza, mai capaci di reazioni che non siano originali e fuori dalla norma, questi sembrano attraversare la vita con l’ingenuità di un bambino.
Durante questo viaggio, a bordo del treno “Darjeeling Limited”, i tre fratelli tenteranno di ricucire un difficile rapporto da tempo in crisi, ma non ci sono drammi esistenziali esibiti, anche nei momenti più drammatici lo stile si mantiene sul non detto e l’accennato.
I fratelli Whitman concludono il loro viaggio così come è iniziato, aprendosi però all'imprevedibilità della vita liberi del simbolico fardello del set di valigie con le palme, e ancora una volta a bordo di un treno in corsa. Un treno che può perdersi pur viaggiando su dei binari.
P.s. Peraltro colonna sonora da avere subito! :-)

domenica 4 maggio 2008

Iron Man


Ieri sera ho visto un bel fumettone, costato quasi 200 milioni dollari, e autofinanziato dalla Marvel: Iron Man. Un film ben fatto e divertente, pieno di azioni spettacolari, ma soprattutto con quel pezzo d'uomo di Robert Downey Jr. che non è solo bello e dannato, ma anche un bravissimo attore.
Cito: "Robert Downey Jr. torna a recitare con sfondi agitati, indossando un'armatura, sviluppando una doppia identità e combattendo il supervillain di Jeff Bridges. Soltanto la sua performance glamour (e in carne ed ossa) poteva trovare l'equivalente plastico-dinamico del personaggio disegnato su carta, restituendone l'aura ed eliminando la seccatura del ridicolo, che si ripresenta a ogni traduzione del fumetto al cinema.
Mi è sempre piaciuto, in "Zodiac" o "Good night, good luck" ma anche nel video di Elton John I want love . Per me è un degli uomini più sexy in assoluto! Guardate il video e poi dite se ho ragione.

giovedì 1 maggio 2008

Friendship never goes out of style


Sex and the city è più di un telefilm, è una filosofia di vita. Sex and the city è gli amori, le lacrime, le risate, l’amicizia incondizionata, i cocktail, lo shopping, la carriera, i party, il glamour, i caffè, le strade di New York. Sei stagioni del serial con 11 milioni di spettatori, soprattutto donne, ma anche ometti, che ora al cinema, precisamente dal 30 maggio, potranno scoprire se Carrie riuscirà (e vorrà) finalmente sposare Mr. Big.
I numeri del serial? 8 Golden globe, 7 Emmy awards, 5 dollari costa il tutù indossato nella sigla, e 79.000 dollari è valutato il vestito di Versace dell’ultimo espisodio. Infine 12 sono i VIP che hanno partecipato nei vari epidosi: Bon Jovi, Alanis Morissette, Heidi Klum, Stefano Gabbana…
Io ovviamente ho tutta la serie in DVD, lo guardo a scadenze fisse, quando sono depressa mi tira su di morale, quando sono felice me lo godo come un buon cioccolatino. Davanti alle 94 puntante sulle 4 ragazze (ormai donne direi, vista l’età) ci si commuove e ci si diverte: ma ciò che mi ha colpito da subito è il legame che c’è tra queste amiche, che si vedono almeno una volta a settimana, per la colazione, si confidano tutto, e tentano di divertirsi alle mega feste newyorkesi. Se la festa è un fiasco se la ridono tra di loro.
Si sostengono a vicenda, e anche quando si fidanzano/sposano/fanno figli, non si perdono di vista.
Ciò che non accade nel mondo reale, o per lo meno nel mio: le amiche che si “sistemano” spariscono nel nulla, si isolano come se avessero la peste, tranne poche eccezioni. Capisco che la vita matrimoniale comporti doveri ed incombenze, e che il tempo è tiranno, capisco che un bebè assorbe energie e richiede attenzioni costanti, ma il tempo per una pizza o un aperitivo con un’amica dovrebbe essere un MUST. Perché le amiche sono sempre lì, anche quando il moroso/marito è assente, o peggio scappa con un’altra. Perché un’amica è la prima ad aiutarti se hai bisogno di sostegno morale, e ti fa restare coi piedi per terra se serve.
Ma per tornare al film, che per me sarà un evento, siccome mi piacerebbe andarlo a vedere con le mie amiche più care, faccio una proposta: io preparo il pop-corn (che ingrassa di meno - ma chissà perchè quello venduto al cinema è più buono) e ci metteremo d'accordo per andare, in gruppo come fanno le donne l'8 marzo, a goderci lo spettacolo!

lunedì 28 aprile 2008

Incontrare un ex...


Dalla puntata Take Me Out to the Ball Game , della seconda serie di Sex & the city, cito: "Quando hai appena rotto con qualcuno, certe strade, certi luoghi, perfino certe ore del giorno sono da evitare, la città diventa un campo di battaglia deserto, pieno zeppo di mine emotive. Devi stare molto attento a dove metti i piedi se non vuoi finire a pezzi. (...) Dovevamo per forza dimenticare un ex lentamente e dolorosamente? O avremmo dovuto ignorare tutti i sentimenti negativi e tuffarci di nuovo nel gioco? In un mondo dove rompere sembra la cosa più frequente, quali sono le regole del lasciarsi? (...) Non conta chi ti ha spezzato il cuore o quanto tempo ci vuole per guarire, non ce la farai mai senza le tue amiche."
E’ sempre difficile gestire il momento in cui si incontra un ex, anche se è stata storia di pochi mesi, lo diceva anche il saggio Battisti "e siccome e' facile incontrarsi anche in questa grande città, tu sai che io potrei purtroppo non esser piu' solo, cerca di evitare tutti i posti che frequento e che conosci anche tu"...
Gli incontri con gli ex solitamente sono temuti, non si saprebbe cosa dire, si riaprirebbero ferite cicatrizzate, magari si avrebbero notizie dolorose, almeno per noi, come ad esempio la gravidanza della sua nuova compagna.
O al contrario tale evenienza può essere desiderata o addirittura cercata, perché ci si vuole in qualche modo prendere una soddisfazione, della serie “Sono dimagrita, ho un nuovo taglio, e stasera mi accompagna un ragazzo che è solo un amico, ma è pur sempre di sesso maschile. Se mi vedrà il mio ex, così bella e con un altro, penserà che non sento la sua mancanza, e che sono stra-felice anche senza di lui”…balla pazzesca. Dentro di noi c’è l’inferno.
Ci si chiede perché noi donne facciamo così fatica a rompere i legami: ma non è mica “un cambio gomme”, come mi disse un ex anni fa. Che ci sia proprio così ostile l’idea di tagliare i ponti per sempre con qualcuno con cui, fino a 2 settimane prima, dormivamo insieme, non mi pare uno sproposito. Ma purtroppo accade, ed è anzi necessario.
Anni fa, dopo la rottura con un mio grande amore, o per lo meno quello che avevo reputato tale per 3 anni, mi disperai per un po' di giorni (sì lo so, è poco, ma in fondo lo sapevo di non essere più innamorata) e non lo sentii per circa 3 mesi. Il giorno del suo compleanno però feci l’Errore. Lo chiamai per fargli gli auguri. Trovai una freddezza all’altro capo del telefono, che capii come fosse finita per sempre…e infatti, dopo 2 mesi era fidanzato di nuovo, dopo 6 mesi si è sposato, dopo 9 mesi è nato un figlio maschio, dopo altri 10 mesi una femmina, e dopo questi 2 anni l’ho rivisto e la moglie aspettava un terzo bebè. Si è dato da fare…
Ebbene, in quei 2 anni appunto, ogni qualvolta vedevo una Saab blu come la sua, trasalivo, mi andava il cuore in gola, e non capivo più niente. Mi chiedevo però il perché di una tale reazione. Io avevo altre storie, e sapevo che lui aveva la sua vita (quella sessuale particolarmente attiva, visto i risultati in termini di culla). Poi, dopo averci parlato ad una festa, ingrassato e papà felice, è svanito tutto, quell’emozione che non sapevo definire, è scomparsa. Mah…
Ciò che però più mi infastidisce è l’atteggiamento dell’ex, che sia un ex amato o un ex di mutanda, che finge di non vederti. Più spesso sono gli uomini a comportarsi così, o comunque la parte della coppia che ha chiuso la storia, come se si vergognasse, o temesse chissà quali reazioni…E se anche si comportasse così solo perché si trova in compagnia della nuova fiamma, penso che salutarsi educatamente non sia così difficile, no?

giovedì 24 aprile 2008

Fitness? Lotta nel fango!


Devo dire che con la mia passione per lo spinning mi sento un po’ out. Già quando accenno al pilates posso darmi qualche aria in più, poiché molti con fare curioso mi chiedono di cosa si tratti (me l’hanno chiesto persino in sede di colloquio di lavoro).
Ma adesso, nelle palestre, vanno forte le discipline che promettono di rendere sexy. Senza citare la danza del ventre, che ormai è un classico (vedi mio post sui ventri molli ) ci sono corsi di lapgym, variante castigata e sportiva della lapdance, o di cardio-strip, che impratichisce sullo strip-tease. Esiste poi lo “yoga sexy: revisado y corregido por las chicas” di Laurence Cebert.
Più rara, ma con un certo numero di seguaci, la mud-fight, la lotta nel fango da fare seminude, che presumo sia eccitante da praticare e da guardare. Oltre che far bene alla pelle…:-)
Insomma fare un’ora di ginnastica convenzionale pare diventata un’impresa, fuori moda peraltro: l’aerobica, che tanto mi piaceva, con quei bei body fucsia, dov’è finita? Ora c’è la street-dance, il funky, il triax, il Power-pump, il GAG…ma alla fine il concetto è sempre uno: muovere il corpo per star meglio.
E quando vedo una (uso il femminile perché più spesso si tratta di donne) che fa jogging e pare stia morendo, con le spalle ricurve, e i piedi buttati lì, o che si contorce con sforzi sovraumani per raggiungere una posizione di yoga, o una che sulla spin-bike saltella e si dimena come un pesce fuor d’acqua, mi viene il nervoso. Innanzitutto perché l’istruttore non interviene (nella maggior parte dei casi) a correggere la postura sbagliata, e in secondo luogo perché quel soggetto, non facendo attenzione alla postura, si fa del male.

Un aiuto in ufficio....


Vi segnalo una cosa geniale. Quante volte vi è capitato di usare il pc del vostro datore di lavoro? Quando lavoravo in azienda era normale usare internet per guardare la propria posta, o cercare un volo conveniente per il prossimo “ponte”. O ancor peggio giocare a Tetris, o chattare con l'amico di turno.
Ora è stato inventato qualcosa che può aiutare gli impiegati ditratti: lo STEALTH SWITHC . State giocando a sudoku o state chattando e si avvicinano colleghi curiosi o il capo? Basta una pressione del piede sul piccolo ricettore discretamente installato sotto la scrivania, e tutte le finestre spariscono per lasciare spazio alle sole applicazioni professionali. Le finestre spariscono. Astuto, Stealth switch toglie anche audio e nasconde le icone, e basta una seconda pressione a far apparire giochi e chat. Geniale.

venerdì 18 aprile 2008

Piange il telefono?


La mia età, l’avrete capito, è più vicina ai 40 che ai 15 anni, per cui con la tecnologia ho un rapporto “abbastanza” felice, ma non proprio idilliaco. So installare/disinstallare un programma sul pc, so collegare DVD al televisore, so usare a occhi chiusi il T9. Ma la mia formazione sentimentale-adolescenziale si è sviluppata più che attorno ad un ultra-piatto cellulare metallizzato davanti ad un telefono a ruota di bachelite beige.
Vi ricordate quando i cellulari non esistevano? Bisognava usare le cabine telefoniche, che spesso puzzavano di pipì. Quando i cellulari non esistevano a scuola bisognava andare dalla bidella, e usare il telefono della segreteria. Quando i cellulari non esistevano, se perdevi l’autobus non potevi avvisare a casa che tardavi. Quando i cellulari non esistevano dovevi dare appuntamento ai tuoi amici chiamandoli uno ad uno, e fissando posto e ora. Da lì nasceva l’abitudine, purtroppo persa, di trovarsi “nel solito posto” senza necessità di chiamarsi, ma solo per per usanza. Quando volevi trovare qualcuno, sapevi già dove andare. Oggi anche se hai fissato un appuntamento, sai che non verrà rispettato, perché “tanto ci sentiamo al cellulare”.
Quando i cellulari non esistevano la rubrica cartacea era smilza, il numero di casa e al massimo quello dell’ufficio. Ora casa/ufficio/numero privato/numero lavoro/numero con tariffe vantaggiose/numero per l’amante/numero per la suocera…E schede con tariffe per tutti, solo notte, solo giorno, solo Tim, solo nati sotto il segno dei Gemelli…spesso per dirsi “Sto arrivando: butta la pasta”
Quando i cellulari non esistevano il biondino della 3ªB te lo dovevi andare in giro a cercare,con appostamenti e improvvisate. Ricordo mi piaceva un ragazzo che abitava a 100 mt da casa mia, e prendeva quindi lo stesso autobus che prendevo io, il 3. Però a quell’ora, essendo ora di uscita da scuola, c’era anche il BIS, che passava subito dopo. Allora io mi dovevo sforzare di vedere se lui era su uno o sull’altro per prenderlo insieme. Oppure lo aspettavo “al varco” vicino a casa, sapendo più o meno a che ora faceva quel tragitto. Se poi volevi fare il primo passo, dovevi cercare il numero sull’elenco telefonico, risalendo come una spia russa al nome del padre, sperando che l’intestataria non fosse la madre! E spesso quel numero era occupato: si stava ore a confrontare i compiti, o a chiacchierare del nulla.
La donna moderna non ha più voglia né tempo di aspettare: se un uomo ti piace e hai il suo numero (e in qualche modo lo trovi..) gli mandi con leggerezza un sms con faccine sorridenti anche se non hai proprio voglia di ridere. Se inizia un “botta e risposta” vivace e malizioso, sei a buon punto, vuol dire che pensa valga la pena di perdere un po’ di tempo (e di credito) con te. Che poi lo faccia solo per portarti a letto, è ovvio. Chi ha intenzioni più serie ti chiama!

martedì 15 aprile 2008

Frozen

Sabato scorso ho partecipato anch’io a Frozen: cos’è? Su Youtube c’è la registrazione di ciò che è avvenuto alla Grand Central di New York:

E’ stato un esperimento molto simpatico, e più difficile di quanto pensassi: bisogna stare immobili e soprattutto non ridere (a meno che nel momento del VIA non stia facendo proprio questo), e poi fare l’indifferente quando ti passa davanti uno che dice: “Cosa stanno facendo questi cretini?” o un bambino che ti tira la gonna. E’ dura rimanere impassibili. E poi, quando si è in queste situazioni, ti prude un orecchio, o si deve starnutire, o si avvicina un colombo per beccarti un piede. Succede sempre così no?
Non so da dove è partita l’iniziativa, sono quelle cose che “girano” e non si sa da dove partano. Io ho trovato un annuncio in palestra, c’erano il nome e l’indirizzo mail di uno dei promotori, ma è stato sufficiente presentarsi nel luogo e all’ora indicata per parteciparvi. C’erano degli organizzatori, che hanno dato istruzioni e il VIA, e poi ognuno aveva un ruolo ben preciso: stare fermo. E' stata dura :-)

giovedì 10 aprile 2008

13-14 Aprile 2008 :-)))))